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martedì 9 luglio 2024

Captain Berlusconi speaking

Leonardo da Vinci, Marco Polo, Cristoforo Colombo, Silvio Berlusconi. Chi è l'intruso? Un grande scienziato e due famosi navigatori ognuno con il suo bell'aeroporto intitolato (rispettivamente Roma, Venezia e Genova) e un...politico? imprenditore? donnaiuolo? evasore? Berlusconi è una persecuzione per questo Paese. E' passato un anno dalla sua scomparsa e ancora riesce a fare quello che ha sempre fatto: dividere gli italiani. Anche da morto. Diciamo che i vivi comunque si danno da fare per assecondarlo. La mossa di Salvini di proporre l'intitolazione dell'aeroporto della brughiera al Berlusca ha lasciato molti dubbiosi e perplessi. Ma è il caso? Così presto? Ma che cosa avrà fatto per meritarselo. Diciamo poco, e sicuramente niente per l'aviazione. La conquista dei cieli dai fratelli Wright alle stazioni spaziali orbitanti sono il risultato di decenni di ricerche analisi, impegno intellettuale, prove e riprove, esperimenti e contro esperimenti. Insomma quello che si dice lo studio e il sacrificio. Oggi possiamo affrontare viaggi in aereo in sicurezza perchè ingegneri, ricercatori, fisici e studiosi si impegnano ogni giorno in scuole, università, centri di ricerche, gallerie del vento, laboratori e uffici di progettazione. Diciamoci la verità: a Berlusconi questa "roba" qui ha sempre dato un po' fastidio. Era lui che inviata le "belle ragazze" a sistemarsi sposando uno ricco e da premier inviatava gli imprenditori esteri a investire in Italia perché "ci sono delle belle segretarie". Le sue riforme per la scuola hanno contribuito ad una precarizzazione del corpo docente e a rendere la carriera da insegnante una strada di ripiego. E a prosciugare le già scarse risorse di cui la scuola italiana ha sempre avuto gran bisogno. Diciamocela tutta: fosse per la convinzione di Berlusconi verso lo studio oggi non avremmo neppure gli aerei con le ali di tela cerata. Ma lui sicuramente il suo contributo all'aviazione lo avrebbe dato: avrebbe inventato le hostess!

giovedì 11 aprile 2024

Berlusconi Turrito

E' di questi giorni la notizia che il Governo italiano abbia dato il via libera all'emissione di un francobollo dedicato a Silvio Berlusconi. L'uscita è prevista a giugno in occasione dell'anniversario della morte. 

Un po' difficile da credere, ma in fondo non è poi così sbagliato ricordare con un francobollo un personaggio come Berlusconi. Di grandi cose ne ha fatte, ma certo non tutte egregie. Però, era proprio il caso di ricordarlo dopo neanche un anno dalla morte? Non sarebbe stato meglio fare decantare i suoi trascorsi? Così tanto per non appesantire quell'aria di agiografia forzata che necessariamente l'immagine vorrà trasmettere.


Ma poi chi usa ancora i francobolli? L'effige di Berlusconi (ma davvero scriveranno "il Berlusca"?)  non viaggerà poi tanto per posta ordinaria. Forse qualche vecchio nostalgico approfitterà per mandare una spiritosa cartolina agli amici del bar in occasione di qualche gita. L'uso esiguo e rarefatto che si fa di lettere e cartoline non fomenterà la notorietà del nostro personaggio tra le leve più giovani abituati ad altre missive. Interesse collezionistico? Forse, ma non si poteva continuare allora con la serie dell'Italia Turrita? 

A proposito di collezionisti: chi ha conoscenza dei francobolli usciti durante il periodo della Repubblica sa che i francobolli possono essere emessi anche per commemorare le disgrazie. Ecco...



mercoledì 14 giugno 2023

Disuniti per sempre

Io sono la metà divisa da Berlusconi. Sono quella parte che non ha mai creduto in facili miracoli economici, facili riprese dell'economia e facili salvataggi di aziende in crisi. I miracoli li fanno gli imprenditori realizzando i loro sogni creando ricchezza e pagando le tasse che è l'azione che chiude il cerchio. E mi pare che Berlusconi questo cerchio abbia spesse volte trascurato di chiuderlo. 

Io sono la parte che non è mai stata con Berlusconi perché non credo giusto e degno che un premier in carica dichiari che chi vota sinistra sia un coglione. Io voto a sinistra e se proprio devo essere coglione è per altri motivi che non sto qui a specificare. Non è certo Berlusconi che poteva giudicare le mie scelte anche perché prima di giudicare é bene rileggersi la Costituzione. Ma Berlusconi, anche se diceva di amare questo Paese, non l'ha mai letta. Come montare un mobile dell'Ikea senza le istruzioni. 

Io faccio parte del gruppo che non si schiera con Berlusconi quando offendeva le donne poco avvenenti o poco spregiudicate o semplicemente poco disposte a darla in cambio di favori. Non sto tra quelli che invitano gli stranieri ad investire in Italia perché ci sono delle belle segretarie innanzitutto perché penso che le donne possano diventare anche più di una segretaria. E poi Berlusconi avrebbe dovuto capire che che le donne libere e dotate di intelligenza sono quelle che l'hanno sempre messo nei guai. 

Io non sono nel novero di quelli che lo considerava buono e generoso perché i suoi occhi non sono gli "occ del bun" del barbone di Jannacci, ma quelli che puntavano sulla giornalista russa che aveva osato mettere in difficoltà il suo amico Putin. E quegli occhi a guardarli fanno paura e sono lo specchio della sua anima: dura e sprezzante. Chi oggi al suo funerale piangeva e lo osannava avrà sicuramente avuto qualcosa da lui, ma sicuramente anche tanto da nascondere.
E poi l'avrà scoperto che è vero che anche se credi di avere tanti amici, quando muori, muori solo. 

Io non sono nel gruppo degli amici degli amici di Berlusconi perché la fortuna ha sempre fatto in modo che le nostre strade non si congiungessero e se anche avessimo passato una serata insieme, partecipato ad una convention d'affari, passato un'allegra nottata a prostitute la mia opinione di Berlusconi non sarebbe cambiata rispetto a quella che ho adesso: simpatico, brillante, generoso, ma inadatto a guidare un Paese democratico. 

Io non c'ero oggi in piazza del Duomo, ma avrei voluto esserci nel dicembre del 1969 quando in una giornata fredda e di nebbia passavano le bare dei morti di piazza Fontana, vittime di una stage impunita grazie all'opera indefessa di uno stato omertoso che ha protetto e insabbiato. E Berlusconi nel solco di questi vizi connaturati ha prosperato portando avanti interessi personali e amicizie pericolose, frequentando persone in affari con la mafia, corrompendo avvocati per una falsa testimonianza, intessendo rapporti diplomatici affrettati con le sedi consolari egiziane per questioni di età anagrafica. 

Piazza Duomo oggi ha resto giustizia a Berlusconi dei tanti che hanno criticato la scelta di indire il lutto nazionale. Ma al netto del rispetto per chi muore rimane la grande delusione nel vedere i vizi di un uomo che ha pesantemente ipotecato il destino dell'Italia diventare virtù eccelse attribuibili ad un santo. 

E comunque è meglio ricordarlo come santo che come statista. 

Amen.


giovedì 1 agosto 2013

Il governo del non sapere dove andare

La gestione di governo da parte delle forze politiche che hanno retto l'Italia per buona parte degli ultimi due lustri non ha brillato per chiarezza di intenti su quale fosse la rotta migliore da tenere, ma ha sicuramente avuto idee molto precise su dove non si sarebbe dovuto andare. E precisamente non si sarebbe dovuti arrivare ad un giorno come quello di oggi che sancisce la definitiva fuoriuscita del Cavaliere e l'inizio dei suoi guai più grossi, quelli che non potranno trovare soluzioni legislative, ma si confronteranno solo con l'oggettività dell'ordinamento costituito. Se si potesse raggomitolare il filo dell'operato legislativo partendo da oggi fino ad arrivare al momento in cui Berlusconi ha sentito il fiato pesante della Giustizia che indugiava sul suo collo, tutte le azioni che inizialmente avrebbero garantito imperiture indennità al principe, avrebbero brillato per machiavellica coerenza e diabolico tempismo. Ma questo non è successo.Per fortuna, anche se lungo il tragitto di quel filo di Arianna rimangono le croci di problemi che non hanno mai incontrato gli alfieri e i paladini di immediate ed efficaci soluzioni. Con le conseguenze che sappiamo e che fanno sembrare ancora più amari giorni come questi. 


L' Antiscenza al Parlamemto