Attraverso le nostre scelte consapevoli è possibile diminuire i consumi per l'affermazione di un'economia sostenibile ed equa. Dai modelli di comportamento, ai trasporti e alle letture tutto è materia per un approfondimento che porti a discriminare tra l'utile e il vacuo, tra la sostanza e l'effimero, tra il modello virtuoso e il pedissequo seguito a richiami di inconsistente benessere.
martedì 9 luglio 2024
Captain Berlusconi speaking
giovedì 11 aprile 2024
Berlusconi Turrito
E' di questi giorni la notizia che il Governo italiano abbia dato il via libera all'emissione di un francobollo dedicato a Silvio Berlusconi. L'uscita è prevista a giugno in occasione dell'anniversario della morte.
Un po' difficile da credere, ma in fondo non è poi così sbagliato ricordare con un francobollo un personaggio come Berlusconi. Di grandi cose ne ha fatte, ma certo non tutte egregie. Però, era proprio il caso di ricordarlo dopo neanche un anno dalla morte? Non sarebbe stato meglio fare decantare i suoi trascorsi? Così tanto per non appesantire quell'aria di agiografia forzata che necessariamente l'immagine vorrà trasmettere.
Ma poi chi usa ancora i francobolli? L'effige di Berlusconi (ma davvero scriveranno "il Berlusca"?) non viaggerà poi tanto per posta ordinaria. Forse qualche vecchio nostalgico approfitterà per mandare una spiritosa cartolina agli amici del bar in occasione di qualche gita. L'uso esiguo e rarefatto che si fa di lettere e cartoline non fomenterà la notorietà del nostro personaggio tra le leve più giovani abituati ad altre missive. Interesse collezionistico? Forse, ma non si poteva continuare allora con la serie dell'Italia Turrita?
A proposito di collezionisti: chi ha conoscenza dei francobolli usciti durante il periodo della Repubblica sa che i francobolli possono essere emessi anche per commemorare le disgrazie. Ecco...
mercoledì 14 giugno 2023
Disuniti per sempre
Io sono la parte che non è mai stata con Berlusconi perché non credo giusto e degno che un premier in carica dichiari che chi vota sinistra sia un coglione. Io voto a sinistra e se proprio devo essere coglione è per altri motivi che non sto qui a specificare. Non è certo Berlusconi che poteva giudicare le mie scelte anche perché prima di giudicare é bene rileggersi la Costituzione. Ma Berlusconi, anche se diceva di amare questo Paese, non l'ha mai letta. Come montare un mobile dell'Ikea senza le istruzioni.
Io faccio parte del gruppo che non si schiera con Berlusconi quando offendeva le donne poco avvenenti o poco spregiudicate o semplicemente poco disposte a darla in cambio di favori. Non sto tra quelli che invitano gli stranieri ad investire in Italia perché ci sono delle belle segretarie innanzitutto perché penso che le donne possano diventare anche più di una segretaria. E poi Berlusconi avrebbe dovuto capire che che le donne libere e dotate di intelligenza sono quelle che l'hanno sempre messo nei guai.Io non sono nel novero di quelli che lo considerava buono e generoso perché i suoi occhi non sono gli "occ del bun" del barbone di Jannacci, ma quelli che puntavano sulla giornalista russa che aveva osato mettere in difficoltà il suo amico Putin. E quegli occhi a guardarli fanno paura e sono lo specchio della sua anima: dura e sprezzante. Chi oggi al suo funerale piangeva e lo osannava avrà sicuramente avuto qualcosa da lui, ma sicuramente anche tanto da nascondere.
E poi l'avrà scoperto che è vero che anche se credi di avere tanti amici, quando muori, muori solo.
Io non sono nel gruppo degli amici degli amici di Berlusconi perché la fortuna ha sempre fatto in modo che le nostre strade non si congiungessero e se anche avessimo passato una serata insieme, partecipato ad una convention d'affari, passato un'allegra nottata a prostitute la mia opinione di Berlusconi non sarebbe cambiata rispetto a quella che ho adesso: simpatico, brillante, generoso, ma inadatto a guidare un Paese democratico.
Io non c'ero oggi in piazza del Duomo, ma avrei voluto esserci nel dicembre del 1969 quando in una giornata fredda e di nebbia passavano le bare dei morti di piazza Fontana, vittime di una stage impunita grazie all'opera indefessa di uno stato omertoso che ha protetto e insabbiato. E Berlusconi nel solco di questi vizi connaturati ha prosperato portando avanti interessi personali e amicizie pericolose, frequentando persone in affari con la mafia, corrompendo avvocati per una falsa testimonianza, intessendo rapporti diplomatici affrettati con le sedi consolari egiziane per questioni di età anagrafica.
Piazza Duomo oggi ha resto giustizia a Berlusconi dei tanti che hanno criticato la scelta di indire il lutto nazionale. Ma al netto del rispetto per chi muore rimane la grande delusione nel vedere i vizi di un uomo che ha pesantemente ipotecato il destino dell'Italia diventare virtù eccelse attribuibili ad un santo.
E comunque è meglio ricordarlo come santo che come statista.
Amen.
giovedì 1 agosto 2013
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