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venerdì 23 dicembre 2022

Io sto con la pietà

Vedere in un video un uomo cadere in mezzo alla strada colpito da una pistolettata sparata da un altro uomo che lo guarda cadere e se ne va, ognuno con le proprie ragioni, chi per difendersi e chi per fuggire, ma ognuno con un fardello di colpe le cui conseguenze rimarranno per sempre: la morte di due persone e un senso di colpa che peserà per la vita. Il video della rapina alla gioielleria di Grinzane Cavour ha chiarito la dinamica della sparatoria e adesso la giustizia farà il suo corso per appurare le responsabilità, ma difficilmente ci si potrà appellare alla legittima difesa visto che il gioielliere è uscito dal negozio con l'evidente intento di sparare: due persone morte e una ferita. Il video è crudo e suscita impressione: uno dei rapitori cade per terra con il corpo ormai inerme a faccia avanti in mezzo alla strada. Lo sparatore gli passa davanti e se ne va. L'altro ferito viene preso a calci in faccia. L'indifferenza con la quale il gioielliere rientra in negozio dopo la mattanza è la parte più impressionante del filmato che gira in rete. C'è una piccola parte di difesa, ma una enorme di offesa e l'offesa non è mai legittima. Matteo Salvini con il suo usuale opportunismo politico si affrettò a prendere le difese dello sparatore sottolineando la legittimità della propria difesa anche nella sua accezione più ampia, evidentemente quella che contempla la possibilità di sparare come nel far west. "Io sto con il gioielliere" chiosò in merito alla vicenda. Una presa di posizione un po' affrettata in ragione di quello che il video restituisce. Vedremo come reagirà il mondo politico dell'attuale governo di estrema desta agli esiti di questa vicenda, ma io temo provvedimenti che allargheranno l'area in cui sarà legittimo sparare per legittima difesa anche alle strade davanti al proprio negozio, nei vicoli o magari anche nelle piazze
o comunque fino a quando il rapinatore non verrà abbattuto. Almeno per potere dire ancora una volta "io sto con il gioielliere". Adesso è meglio stare con la pietà. 

mercoledì 18 luglio 2018

Una irrefrenabile voglia di sparare

Tempo fa, nell'infausta occasione di presentare denuncia per l'incursione di ladri nella casa di campagna di mia suocera, il solerte maresciallo dei carabinieri della locale stazione ci chiese senza preamboli se avessimo subito il furto di armi tenute in casa. Alla nostra risposta negativa riprese un atteggiamento più sollevato e cordiale e fornì la motivazione della sua brusca domanda, che, d'altra parte, era facile immaginare. Considerata, infatti, l'inveterata abitudine di tenere armi da caccia nelle abitazioni di campagna, i ladri vanno a colpo sicuro sapendo di avere buone possibilità di aggiungere al bottino qualche fucile, doppietta se non addirittura pistole o peggio. La preoccupazione del diligente milite era pertanto giustificata dalla consapevolezza che un'arma nelle mani sbagliate è un'arma mille volte più pericolosa di un'arma in mani esperte. Allargare la possibilità di detenere armi per legittima difesa è un pericoloso lasciapassare alla proliferazione di armi potenzialmente in grado di uccidere per motivi che quasi mai saranno legati ai propositi legittimi sostenuti dai fautori della legge. Non è il caso di scendere alla ratio politica della proposta; basta soffermarsi sulle cifre rese disponibili dalle autorità preposte al rilascio di licenze per porto e detenzione di armi: oggi, al netto di minorenni, interdetti, carcerati, diffidati, sorvegliati e altri soggetti attenzionati, ogni onesto cittadino italiano ha a disposizione tre armi, un piccolo arsenale, che può raddoppiare, nel caso in cui, come chi scrive, non possieda neppure una fionda. Un piccolo arsenale che può essere sottratto, rapinato, usato di soppiatto ad insaputa del legittimo affidatario per rapinare, minacciare, uccidere. Oppure che diventa una legittima difesa del legittimo detentore per torti immaginari o ingigantiti cagionati dal coniuge, dal collega, dal passante o da chi ti guarda in cagnesco dal finestrino dell'auto accanto. E i precedenti non sono certo oggetto di cronaca occasionale. 
Permettere una proliferazione di armi, anche se sostenuta da una legge dello Stato, condivisibile o meno, è un errore. Le conseguenze di questo errore sono largamente prevedibili. I crimini in Italia sono in netto calo, ma la sensazione della necessità di una legge che permetta a chiunque di sparare a chiunque è forte. C'è nell'aria una crescente, pericolosa e irrefrenabile voglia di sparare. Chi sostiene queste velleità giustizialiste e promuove questa legge non è in buona fede.  

L' Antiscenza al Parlamemto